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Le parole
Questo manuale non è altro che una serie di parole. Nessuna parola ha un senso "di per se". Quando voi pronunciate una parola, o la sentite, non fate altro, in realtà, che riaccedere ad un'esperienza particolare, un momento della vostra storia personale.
La parola è come un'etichetta collegata ad una serie di esperienze che avete avuto. Per cui, quando sentite determinate parole, vi mettete in certi stati d'animo. Se avete avuto un'esperienza molto forte, spesso, basta pronunciare la parola associata a quella esperienza, e, subito, entrerete in uno stato un pò diverso. Cambierete umore, rivivrete l'esperienza. Per poter capire il senso di una parola, è necessario "riviverla" o comunque "concretizzarla".[...]
Faccio un esempio molto banale. Se io vi dico: "Non pensare al cane blu", voi dovrete per forza pensare ad un cane blu prima di poter "non pensarci". Questo è un aspetto fondamentale della comunicazione. Per capire una parola, bisogna riviverla, o, comunque, rappresentarla. Ne consegue, che la negazione è come un'arma a doppio taglio. Difatti, quando vi ho detto di non pensare a quel cane blu, voi ci avete pensato.
Il nostro inconscio non capisce la negazione, perché ragiona per immagini, suoni e sensazioni. Non ragiona per concetti. Avete mai visto, udito, toccato una negazione?
La negazione non esiste, ma è soltanto uno strumento del linguaggio.[...]
Come possiamo usare questo accorgimento a nostro vantaggio nel campo della seduzione?
Ci sono due modi. Il primo è quello di fare molta attenzione a non usare la negazione, se non è necessaria. Cercate di evitare di esprimere il vostro pensiero usando la negazione. Se, per esempio, dite: ""Non ti renderò mica triste", la persona, prima di poter capire il significato di: "NON ti renderò triste", dovrà capire quello di triste e per capire il significato di triste, dovrà riviverlo.[...]
Se, invece, dite: "Non sei felice", la persona dovrà accedere allo stato di felicità prima di poter capire cos'è la NON-felicità. Certo, non è l'uso di questa frase una volta sola che cambierà lo stato d'animo della persona in questione, ma, se avete l'abitudine di usare le negazioni, dovreste sapere che l'uso di esse, quando viene effettuato spesso, ha davvero gli effetti descritti in precedenza.[...]
Prendiamo l'esempio della vendita di un'automobile, prima di passare ad un esempio tipico di seduzione.
Se io voglio vendervi un'automobile, e vi vedo reticenti all'acquisto, potrei dire: "Non crederà che la stiamo fregando". Se quella persona stava proprio chiedendosi se l'auto fosse un affare o una truffa, e voi mettete in una frase la parola "fregare", la persona per capire la vostra frase dovrà rivivere esperienze di truffa. Si ricorderà di tutte le volte in cui si è sentita truffata, e come si è sentita poi. Credete davvero che comprerà quell'automobile se l'associa a tutte le esperienze di truffa? Io non credo proprio. Ovviamente, se l'auto è un grosso affare, questa frase non influenzerà la sua decisione, ma se non è sicuro, se ha dei dubbi, molto probabilmente sarà sufficiente a farlo ricredere sull'acquisto dell'automobile.[...]
Passiamo ora ad un esempio tipico della seduzione. Voi dite: "Sai, con me sarà diverso, non ti farò soffrire". È la stessa cosa di prima: per poter capire che tu non la farai mai soffrire, dovrà rivivere le esperienze in cui ha sofferto.
Possiamo trarne la stessa conclusione. Se è innamoratissima di voi, ciò non cambierà nulla, poiché l'amore che prova per voi sarà di gran lunga superiore alla sensazione negativa di quella frase, ma se sta passando un momento di incertezza, oppure se non è poi così convinta, state certi che una frase del genere farà il suo lavoro, allontanandola da voi.
Le frasi negative sono un'arma a doppio taglio.
Infatti, c'è un modo molto astuto per usare questo tipo di frase: usando una negazione voi potete trasmettere una suggestione senza che nessuno se ne accorga. Mettiamo che state da poco con una persona. Un modo di farla innamorare di voi può essere quello di adoperare di tanto in tanto una frase del tipo: "Non ti starai mica innamorando di me" (ovviamente nelle situazioni adatte, per esempio, quando vi sorride).[...]
Una frase del genere obbligherà quella persona ad immaginarsi essere innamorata di voi, per poi applicare la negazione.[...]
Vediamo ora un pò di trucchi per la costruzione di questo tipo di frasi, di queste suggestioni.
Per prima cosa, il tempo migliore è quello del "presente progressivo", quello delle cose che si stanno facendo, in modo da concentrarsi proprio sull'azione. Nella nostra frase di esempio abbiamo usato questo tempo dicendo "starai innamorando". In questo modo siamo sicuri che non si rappresenterà un amore passato, ne un amore futuro.
In ogni caso, il presente progressivo è anche più efficace del presente normale, perché si concentra completamente sull'azione, lei penserà proprio all'azione di "innamorarsi".
L'intonazione preferibile è sempre quella scherzosa. Non dovete attaccarla, perché si metterebbe sulla difensiva. La suggestione non verrebbe analizzata, ma trattata in blocco come un insulto.[...]
Inoltre, amplificherete ancora l'effetto se terminate con una tonalità interrogativa. Il tono interrogativo presuppone domanda, e domanda presuppone risposta. Probabilmente, la persona in questione non se ne renderà conto a livello conscio, ma state certi che il suo inconscio registrerà tutto, e cercherà anche di rispondere alla domanda.[...]
Userò un altro esempio per sottolineare l'efficacia di quanto appena detto. Se io vi chiedo: "Cosa è che ti rende triste?", molto probabilmente troverete tutta una serie di cose che vi rendono tristi, anche se prima che io vi ponessi la domanda non eravate affatto tristi!
Usando lo stesso procedimento con quella suggestione in forma di domanda, spingeremo il suo inconscio a cercare una serie di risposte. Si chiederà da sola: "Mi sto innamorando di quello lì?" ed anche se all'inizio non provava interesse per voi, inizierà a provarne.[...]
Ora, non vi sto dicendo che vi salterà in braccio dicendo: "Ti amo! Ti amo!", ma vi posso garantire che, se inizialmente non era interessata per nulla, ora lo sarà di più.
Ora che avete capito che le parole non sono altro che le etichette dell'esperienza e che potete utilizzarle a vostro piacimento per evocare le esperienze dell'altra persona, vedremo come usare al meglio questa cosa.
Dovete sapere che, ogni volta che dite una parola e questa viene recepita, si scatena una reazione interna nella persona che ascolta.[...]
Questa persona rivive le esperienze collegate alla parola e le associa a voi.
Se voi parlate sempre di cose tristi, a lungo andare le persone che vi circondano verranno avvolte da una sensazione di tristezza, anche solo vedendovi.[...]
Se, invece, parlate di cose felici e gioiose, quelle persone si sentiranno felici e risollevate in vostra presenza.
Tenete sempre a mente questo accorgimento. Ricordatevi: parlate sempre con un intento, e qualsiasi sia l'intento, probabilmente non avrete alcun interesse a parlare di cose negative.
Forse, non avrà effetto subito, ma fate molta attenzione. Ho notato per esperienza personale gli effetti di uno sbaglio simile.
Fate attenzione a parlare sempre di cose positive.[...]
Quello che volevo farvi capire con questa breve parentesi è che in modo molto più generale di quanto trattato nel capitolo "associare a se stessi", TUTTO, ma dico proprio TUTTO quello che dite viene associato a voi. E questo lo capite anche voi, solo che non ci fate caso. Da che cosa definite una persona, ad eccezione dell'aspetto fisico? Ma da quello che dice!
Una persona è quello che dice, TUTTO QUELLO CHE DICE.
Perciò, scegliete da ora cosa volete essere e parlare in quel modo.[...]
Tornando al discorso precedente, vi stavo dicendo che ogni qualvolta una persona recepisce una parola, ha una reazione interna. Questa reazione interna si manifesta anche esternamente, anche se in modo molto sottile. Può essere con un leggero gonfiamento del labbro, con una dilatazione delle pupille, con un cambiamento del tono di voce, con una tensione alla mascella. Ci sono un sacco di modi nei quali una persona vi potrà rispondere.
Voi dovrete fare molta attenzione a questi segnali e riuscire a calibrarli. Non tutte le persone hanno le stesse reazioni( anzi, ognuna ha reazioni diverse). Perciò, dovrete calibrare quello che dite con la risposta che ottenete.[...]
Quando supponete di aver ottenuto una risposta positiva( dipende dall'esito che volete ottenere il significato di risposta positiva: mettiamo che vogliate piacergli). Pensate che quello che avete appena detto abbia fatto in modo che voi gli piacciate di più, allora, fate molta attenzione ai segnali che ricevete: potrebbe essere, per esempio, un rossore sulle guance.
Ora, sapete che ogni volta che vedete un rossore sulle guance avete colpito giusto: basterà generalizzare tutto ciò che avete fatto per ottenere gli esisti positivi, trovandone la relazione, il denominatore comune. Così potrete creare a volontà tutta una serie di frasi che faranno sì che le piacciate di più.[...]
Ovviamente, una volta che avrete scoperto la chiave di accesso, vi consiglio di abbinarla a strumenti più sofisticati, quali, per esempio, l'associare a voi stessi.
Quando, invece, vi rendete conto che siete fuori strada (quando ottenete una risposta negativa), cambiate immediatamente.
Un modo sicuro per potervi orientare è quello di basarvi sui valori. Potete stare certi che ogni volta che tirerete in ballo un valore otterrete una risposta positiva. Se siete a conoscenza dei valori, potreste usarli proprio per la calibrazione!
Una volta incontrai un uomo che mi disse che era un mago. Allora, gli chiesi che cosa fosse capace di fare e lui mi disse che sarebbe stato capace di farmi fare qualsiasi cosa. Io gli chiesi di dimostrarmelo. Lui mi rispose che prima, però, voleva raccontarmi una storia.
Disse che tanto tempo fa, sua sorella, ogni volta che lo vedeva entrare dalla finestra gli diceva: "Batti gli occhi", e lui lo faceva.
Avete notato che avete battuto gli occhi?
Quello che vedremo qui è un trucco simile a quello del comando nascosto, ma più potente e semplice da usare.
Si tratta delle virgolette. Quando mettete qualcosa tra virgolette, è come se, in realtà, non foste voi a parlare, ma qualcun altro. Ciò è molto utile per realizzare una suggestione. Se, per esempio, volete che quella persona vi noti, potete provare a dire:
Mio nonno diceva sempre: "Guarda chi sta davanti a te e troverai quello che cerchi di interessante in lui".
Se detta nel contesto adatto ( ovvero, in modo che si mischi per bene nella conversazione) questa frase è molto potente (ovviamente, quella persona deve stare davanti a voi). Guardate in che modo questa frase, che non sembra altro che un vecchio detto, può influenzare qualcuno. Voglio che la proviate, vedrete se non funziona!
Il trucco delle virgolette è davvero molto utile. Vi permette di dire quello che volete dire senza che siate voi a dirlo, e per di più fa automaticamente cambiare tono! (Se non vi ricordate a cosa serve cambiare tono, rileggete il capitolo sui comandi nascosti).[...]
Ora, voglio che vi ricordiate quello che abbiamo detto in precedenza sulla calibrazione e sull'ascoltare le risposte fisiche per determinare se state comunicando bene o meno e per riassestare il tiro, a seconda di come state comunicando, e mentre ricordate questi fatti, integrerete quello che segue.[...]
Quando voi ascoltate la risposta verbale della persona, dovete stare molto attenti. Non fate come quelli che cercano di capire ( non sapendo che è impossibile) e che, dunque, si mettono a rivivere una serie di esperienze. Prendete quello che viene detto come una serie di X e di Y, che si aggiungono a quello che conoscete sulla persona ed usatele per assestare il tiro.
Se quella persona parla spesso di amore e lega alla parola amore la parola "attrazione" e "gelato"(Questo esempio è un esempio limite, ma serve a mostrarvi quanto il modo di conversare debba essere formale e basato unicamente sul processo, proprio come una manipolazione di X e di Y), non potrete supporre che per quella persona "sesso" sia anche esso legato ad "amore". Se avete notato che lei lega "amore" a "attrazione" e "gelato", userete quelle parole e basta, se volete parlare di amore.[...]
Notate bene che il vostro significato di amore è diverso dal suo. Il suo significato di sesso è diverso dal vostro. Mettiamo il caso che per lei amore sia quello che voi chiamate "amicizia", mentre quello che voi chiamate sesso quello che lei chiama "gelato".
Non ha nessuna importanza scoprire a cosa equivale quello che sapete di lei, perché anche se lo sapeste, avreste dato nomi diversi alle componenti e non potreste discutere di quella cosa.[...]
Ciò che dovete fare è uscire all'interno di voi stessi, concentrarvi completamente sull'altra persona e sulle sue risposte e riassestare il tiro praticamente solo in modo formale, analizzando le risposte che da.
Ora vi farò un esempio:
Lei: "A me piace il gelato"
Sapete che le piace il gelato.
Voi: "E quale gusto preferisci?"
Lei: "Mi piace la vaniglia, mi ricorda l'infanzia"
Sapete che probabilmente la sua infanzia è un'esperienza ricordata in modo felice.
Voi: "Già, anche a me, mi ricorda quando ero piccolo, sai, le cose erano diverse, era così bello, non saprei neanche spiegarmi il perché, la mia infanzia è piena di ricordi felici.
( Notate che tranne dire che la vostra infanzia è stata felice, che è un dato certo, non avete detto NULLA: il resto è privo di contenuto, non è altro che struttura, è tautologico. Quando voi parlate di struttura, "le cose erano diverse", per esempio, l'altra persona, per capire quello che dite, dovrà riempire quella struttura con un'esperienza. Se fate una pausa, probabilmente vi dirà qualche altro elemento certo da poter usare).
Lei: "Mi viene una zia che amavo molto".
Voi: "Con me è uguale, ero molto affezionato alle mie zie da piccolo".
(notate il collegamento a voi stessi. La frase è ambigua, non si sa se "con me è uguale" si riferisce ad "amare molto" o "amare zie". Rivedetevi il capitolo su "collegare a se stessi".
L'importante è che capiate che il modo più efficace di comunicare è di ragionare come se fosse un processo formale. Non dovete tentare di dare significato alle parole, non dovete rivivere internamente le esperienze, dovete essere totalmente concentrati sulle risposte (fisiche e verbali) dell'altra persona, in modo da aggiustare il tiro, e ricordate che quando comunicate dovete avere sempre in mente l'intento iniziale. Comunicare senza intento è "chiacchierare" e non vi porterà da nessuna parte.[...]
Nel caso in cui non sia possibile lavorare in modo completamente formale, per esempio, quando la persona che volete sedurre sia poco loquace, potete fare delle inferenze, ma è importante cercare di ridurle al minimo!
Ora, vedremo una tecnica per iniziare una conversazione. Questa tecnica è stata collaudata in moltissime occasioni ed è anche una delle più efficienti. Se dopo averla provata non sarete ancora completamente convinti della sua efficacia, non vi permetterò di giudicarla e di dire: "Non funziona".
Questa tecnica funziona, forse, non riuscirete al primo tentativo, ma ritentate. Vi garantiamo che quello che stiamo per dirvi è una delle tecniche migliori per iniziare una conversazione.[...]
L'idea è la seguente: dovete trovare una cosa particolare di quella persona. Può essere, per esempio, un orecchino, oppure, semplicemente, il suo sorriso.
Complimentare GENUINAMENTE ( vi ricordate il capitolo relativo?) e, poi, fate seguire subito il complimento da una domanda.
Questo schema d'azione è uno dei più efficaci che ci siano, e molte strategie d'approccio non fanno altro che darvi casi particolari, esempi di questo schema.
Lo schema dettagliato è il seguente:
Trovare qualcosa di particolare in quella persona ( può semplicemente essere il suo sorriso)
Complimentare GENUINAMENTE
Fate seguire il complimento da una domanda legata al complimento stesso
Ascoltate la risposta
La parte "ascoltate la risposta" è importante. Finché parla NON dovete interrompere in nessun caso( tranne che per associare a se stessi).[...]
Esempio:
"Ciao, hai un bel sorriso sai, come fai ad essere così contenta?
Notate che abbiamo scelto una domanda aperta, una domanda che ammette una risposta libera dalla persona in questione, in modo da poter lasciarla parlare e da ottenere il più gran numero possibile di informazioni.
Cercate di evitare domande sì/no, perché vi danno meno informazioni, rendono meno facile la calibrazione e vi danno meno tempo per trovare la prossima cosa da dire, che vi dovrà avvicinare al vostro intento.
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