MANUALE DI SEDUZIONE

CINISMO PER SEDURRE

Cinismo
Caro lettore, questo brano non è destinato alla tua mente inconscia. Leggilo attentamente, fino a capirne il significato. Quando sarai riuscito a comprenderlo ti sarà molto più facile integrare i concetti della seduzione rapida, perché il tuo inconscio avrà già provveduto a creare le strutture necessarie all'installazione del seguente brano nella tua mente. Ti ricordo che al tuo inconscio non è permesso integrare questo brano.[...] Alla parola "cinismo", frequentemente, attribuiamo una connotazione negativa.[...] Come vedremo più tardi, le connotazioni arbitrarie formano una trappola, che può rivelarsi spesso mortale, nel contesto del raggiungimento del successo, in tutti i sensi. Per "cinismo", in quest'opera, intendiamo una visione la più oggettistica possibile. La visione oggettistica può essere associata a visione obiettiva, ma, tra i due termini in questione, c'è una differenza, non più grande di una sfumatura, benché essa abbia conseguenze importanti.[...] La visione obiettiva non è altro che utopia portata all'estremo, in quanto tutto ciò che vediamo proviene dai nostri sensi, che sono: vista, udito, olfatto, tatto e gusto. Il nostro cervello crea le idee ed i pensieri in base alle nostre percezioni. Dunque, dobbiamo arrenderci all'evidenza che tutto ciò che vediamo o pensiamo è soggettivo a noi stessi. Si deve evitare l'errore comune che consiste nel "tentare di vedere i fatti in modo obiettivo", varrebbe a dire tentare, senza possibilità di riuscire, di uscire dal proprio corpo e di vedere i fatti in modo onnisciente, senza essere influenzati dalle nostre emozioni, dalle nostre idee, dalla nostra struttura celebrale,[...]. Una volta che ci si è resi conto che l'obiettività è impossibile, benché essa sia utile, va ricercata una soluzione. La soluzione consiste nell'avvicinarsi il più possibile all'obiettività, ma coscienti di non poterla mai ottenere. La visione più obiettiva possibile viene raggiunta tramite l'oggettificazione. Questa procedura consiste nel considerare qualsiasi cosa o astrazione come un oggetto. Una volta che esso è visto come un oggetto, diventa possibile attribuirgli certe caratteristiche, quantificarlo, analizzarlo, metterlo a posto, innalzarlo, ingrandirlo, tutte operazioni tipiche della classe degli oggetti. Tramite questa visione, sarà possibile analizzare qualsiasi fatto, diverrà possibile "ordinare" il mondo, i nostri pensieri, i nostri affetti e i nostri desideri. Diverrà difficile sentirsi sopraffatti dal mondo, magari, una visione totalmente soggettiva, senza tentativo di oggettificazione, non può reggere di fronte a problemi di una certa entità. Noi diverremo capaci di superarli, e ben spesso ci renderemo conto che non erano così grandi come si pensava, una volta applicatogli il nostro "filtro" dell'oggetto. Se ho impiegato la parola "filtro" per definire il punto di vista dell'oggettificazione, è per sottolineare quella sua caratteristica essenziale che è il filtraggio. In effetti, questo modo di percezione prevede la perdita di alcuni dati, essenziali al raggiungimento di una vita piena e felice. Tramite questo filtro, diverrà difficile godere dell'amicizia, dell'amore e di tutto ciò che riguarda le persone. Per ciò, impareremo a cambiare le nostra paia di occhiali( i nostri filtri), da situazione a situazione.[...] Un altro filtro è la visione umanistica: questo filtro prevede l'utilizzo della classe delle persone. Questa classe è quella che permette di portare all'estremo le emozioni. Tramite la visione umanistica, si tende a vedere tutto sotto un aspetto affettivo. Ogni persona diventa unica, ogni oggetto unico. La caratteristica della visione umanista è l'esagerazione, l'andare oltre alla misura media.[...] Chi perde un amico e crede di essere rimasto solo al mondo, crede che tutto stia crollando: ha adottato una visione umanistica. Chi gode nelle braccia dell'amato/a sta applicando la visione umanistica. Invece, chi perdendo un amico pensa a una scacchiera con una pedina in meno, ha adottato una visione oggettiva. Invece di considerare l'amico come un essere unico, e, dunque, non rimpiazzabile, lo vede come una pedina, uguale a tante altre, rimpiazzabile in un arco di tempo definito. Chi mentre abbraccia l'amante pensa alla prossima "conquista", nel campo amoroso, ovviamente, pensa in modo oggettistico. Ora, paragoniamo le due visioni. È pur vero che chi pensa in modo oggettistico soffrirà di meno della perdita dell'amato/a, ma godrà molto di meno della sua compagnia. D'ora in poi, alla "visione oggettistica" daremo l'appellativo di "cinismo", anche se questa nostra definizione può essere diversa da quella data dai vari vocabolari.[...] Una terza visione va aggiunta alle due precedenti, essa è la visione divina. Si tratta di una visione mistica, in cui ogni esperienza ha un significato profondo. Con questa visione, tutto viene percepito come una parte di un piano immenso, ogni evento ha il suo significato: una morte non viene interpretata come un fenomeno tragico, bensì come un passaggio ad un mondo invisibile.[...] Ogni incidente viene visto come necessario all'occorrere degli eventi seguenti. Il tutto viene percepito come una catena senza ne inizio ne fine, dalla quale non è possibile uscire. Questa visione è parzialmente, se non del tutto, fatalista. Permette, però, di distaccarsi dalla realtà: tutto viene visto dall'alto. Le atrocità o le meraviglie non faranno più effetto di un buon film in televisione. Una persona che abbia adottato la visione divina è molto difficile da spaventare o da smuovere, perché essa ha una fiducia infinita in un essere supremo ed è convinta che i fatti siano scritti, è fatalista. Abbiamo appena visto tre versioni possibili del mondo. Rammendiamo che non sono le uniche. Sono possibili infinite visioni del nostro mondo: l'importante è saper cambiare da momento a momento.[...] Prendiamo, per esempio, un grande stratega militare, come Cesare o Napoleone. Queste persone, durante l'organizzazione delle battaglie, hanno una visione cinica. Non era possibile fare altrimenti: in guerra, le persone devono essere viste come oggetti, come pedine, e si deve essere disposti a sacrificarne alcune per vincere la battaglia finale. Ora, consideriamo il caso scolastico. Uno degli errori attuali è quello di considerare ogni alunno come una pedina, un buco, una scatola in cui inserire dati a proprio piacimento. Quali sono le migliori tecniche educative? Semplice, quelle centrate sull'alunno, quelle che vedono in ogni alunno un essere diverso, con aspettative ed esigenze diverse, e sa adattarsi ai suoi bisogni. La visione divina dovrebbe essere adottata come ultima risorsa, essendo una specie di distaccamento dalla realtà. Non fraintendetemi, non sto dicendo che sia una cosa negativa, tutt'altro, ma non credo che debba essere usata di continuo, una settimana o due di ritiro in se stessi, con l'ausilio di questo tipo di visione può essere molto positiva, oltre, non è più il caso. Questo tipo di visione dovrebbe essere adottato in circostanze quali la morte di cari, le malattie, o i problemi insormontabili ( se il problema può essere risolto, conviene utilizzare la visione cinica).[...] Riassumiamo, dunque, il campo di azione ottimale di ognuna di queste tre visioni: Cinica: Da adottare per compiti organizzativi e per risoluzione di problemi schematici Umanistica: Da utilizzare nelle relazioni umane Divina: Ricorrervi di fronte alle calamità dell'esistenza Diamo anche un'occhiata ai campi in cui queste visioni non dovrebbero essere adottate: Cinica: Da non utilizzare con gli amici veri: si deve operare una distinzione tra amicizie vere e disinteressate e "amicizie con una finalità precisa". Le prime sono indispensabili al raggiungimento di una vita piena e felice, i secondi al raggiungimento del successo sociale. È importante non confondere i due, perché la distinzione deve rimanere segreta a chiunque, conosciuta solo da noi stessi. Il comportamento verso questi due gruppi di individui deve essere simile, l'unica differenza è che ad un dato momento sarà possibile pugnalare alle spalle l'"amico" per una finalità precisa. Umanistica: La visione umanistica non deve mai essere usata da un leader, mentre è in carica. Rischierebbe di distruggere l'ordine organizzativo perfetto che solo una visione cinica può dare. Facciamo un esempio semplice: un leader che adotta una visione umanistica durante un licenziamento necessario, può non portare a termine la carica. chi, invece, adotta un ragionamento cinico, non avrà problemi a sostituire una pedina con un'altra. Divina: La visione divina può rivelarsi pericolosa nel contesto dell'ascesa sociale. Essendo questa visione parzialmente fatalista, potrebbe sabotare la riuscita dell'impresa, e lasciare agli oppressori la possibilità di opprimerci, senza reazione da parte nostra. Dal punto di vista della seduzione, è molto utile scegliere le prede e le persone in modo cinico, per poi approfittare del tutto in modo umanistico. Sconsiglio la scelta ragionata della visione divina, eccetto in caso di crollo personale totale.[...]

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